
Questa mostra nasce da una serie di incontri aperti al pubblico organizzati nel giardino del B&B Langhe di Liguria. In quelle occasioni, la ricerca di Giordano Siccardi sui registri della scuola di Piana Crixia durante il fascismo e il racconto di Alessandro Marenco sulla figura del maestro Milano hanno fatto emergere, da prospettive diverse, il rapporto tra educazione, obbedienza e responsabilità individuale.
Il punto di partenza era un contesto preciso, gli anni che precedono e attraversano la seconda guerra mondiale. Ma nel tempo, anche alla luce degli eventi più recenti, questa riflessione si è ampliata.
Il tema si è progressivamente spostato: dalla storia locale a un contesto più ampio, che riguarda il presente oltre che il passato.
Le immagini, i documenti e le testimonianze raccolti non raccontano solo un’epoca. Invitano piuttosto a osservare come, in ogni tempo, le guerre entrino nella vita quotidiana, nei luoghi della formazione, nelle parole rivolte ai più piccoli.
Al centro restano i bambini, non come simbolo, ma come presenza concreta, esposta alle conseguenze di decisioni che non appartengono loro.
Questa mostra non nasce per offrire spiegazioni, né per ricostruire in modo completo ciò che è stato. Nasce piuttosto come un tentativo di tenere insieme passato e presente, e di aprire uno spazio di riflessione condivisa.
Guido Lotti, Maria Mina – Associazione VIVI PIANA CRIXIA

L’allestimento si articola in quattro sezioni che guidano il visitatore in un percorso tra storia, memoria e riflessione.
1 – Volti e memoria. Un grande tavolo raccoglie decine di fotografie scolastiche provenienti dai paesi coinvolti, affiancate da immagini emblematiche dell’epoca: parate, esercizi ginnici e momenti della vita pubblica che raccontano come il fascismo entrasse nella quotidianità.
2 – Dentro al sistema. La tesi di Giordano Siccardi, le copie dei registri scolastici della scuola di Piana Crixia dal 1934 al 1944 e una selezione di fonti bibliografiche permettono di comprendere il funzionamento della scuola durante il regime e il suo ruolo nella formazione delle nuove generazioni.
3 – Il maestro Milano. Attraverso la ricerca di Alessandro Marenco prende forma la vicenda del maestro Milano, esempio di chi scelse di opporsi al regime, ricordandoci che anche nei periodi più difficili vi furono persone capaci di difendere i valori della libertà.
4 – Oltre il tempo. Il percorso si conclude con un video che invita a guardare oltre la storia, mettendo in relazione il passato con il presente e stimolando una riflessione sui temi della memoria, della responsabilità e della pace.

fotografie Andrea Biscosi
fotografie Andrea Biscosi
Sul tavolo, i volti delle scolaresche del Ventennio emergono dal buio: immagini in posa, ordinate, innocue. Altre fotografie raccontano ciò che stava intorno: parate, rituali, gesti collettivi. Insieme, brevi annotazioni tratte dai registri scolastici restituiscono il linguaggio e il pensiero di un’epoca.

Sfogliare questi materiali significa entrare, per un momento, in quel mondo.
Un mondo in cui i bambini non sceglievano, ma vivevano dentro una realtà costruita dagli adulti.
È un invito a interrogarsi su come l’infanzia venga coinvolta, esposta, usata.
Sono i materiali da cui nasce il lavoro storico presentato nella mostra: la tesi di laurea di Giordano Siccardi e una selezione di registri scolastici originali. I registri lo raccontano in modo diretto. Tra nomi, voti e annotazioni compaiono parole, giudizi e riferimenti che riflettono il clima di quegli anni e il modo in cui veniva trasmesso.

Sfogliare questi documenti significa entrare nel funzionamento quotidiano della scuola: non solo grandi eventi, ma gesti ripetuti, linguaggi condivisi, abitudini che, giorno dopo giorno, costruivano una visione del mondo.
Non sappiamo quasi nulla di lui e come fosse arrivato tra le colline dell’entroterra savonese. Lo chiamavano «il maestro Milano» per quella provenienza presumibile dalla grande città, o perché maestro lo era davvero — di mestiere e di vocazione. Era un girovago, un uomo senza casa né stipendio né riconoscimento.
Negli anni Trenta e Quaranta del Novecento, le borgate disperse tra i boschi del savonese ospitavano famiglie contadine povere, lontane chilometri da qualsiasi centro scolastico. Il fascismo aveva costruito scuole rurali nelle frazioni più grandi, ma le piccole comunità isolate restavano fuori da ogni circuito ufficiale. Fu in quei vuoti che si mosse il maestro Milano.
In quegli anni la scuola era uno strumento del regime: i maestri erano tenuti ad aderire al fascismo, a indottrinare i bambini all’obbedienza, a celebrare la guerra come eroismo e gloria. Chi non si conformava perdeva il posto, il reddito, la reputazione.
Il maestro Milano non aderì. Non sappiamo se per convinzione politica, per temperamento, o semplicemente perché era già fuori da ogni sistema. Sappiamo che continuò a insegnare spostandosi di casa in casa tra le famiglie contadine
La storia del maestro Milano è sopravvissuta quasi per caso: in qualche ricordo di anziani, in una fotografia. È Alessandro Marenco, ricercatore e scrittore, ad averla raccolta e restituita nel volume Il più dolce nome. Storia di un maestro girovago e delle sue scarpe rotte (Pentàgora, 2021), partendo dalla memoria di sua zia Teresa e da altri frammenti raccolti nei boschi tra Dego e Osiglia.
Non una storia di eroi. Una storia fragile, come fragile era quell’uomo: sconfitto dal suo tempo, ignorato dalla storia ufficiale, capace però di lasciare in qualcuno la traccia di qualcosa di essenziale.
Questo video mette in relazione immagini appartenenti a tempi e contesti differenti, costruendo un percorso per accostamenti.
L’apertura è affidata alle parole: estratti dai registri scolastici mostrano il linguaggio con cui la realtà veniva trasmessa ai bambini. A queste parole seguono i volti, uno a uno, nelle fotografie di classe.
Il percorso si amplia poi verso immagini di guerra e di eserciti, attraversando epoche e geografie diverse. Non come confronto, ma come continuità di forme che si trasformano nel tempo.
Nella parte centrale, lo sguardo torna sui bambini, questa volta nel presente. Le immagini non chiudono il discorso, ma lo rendono concreto.
Le ultime sequenze introducono uno slittamento: i volti dei bambini scompaiono, questa volta in un contesto familiare e contemporaneo. È un invito a interrogarsi su come l’infanzia venga ancora coinvolta, esposta, usata e poi rimossa.
Si è concluso il percorso di “Un mondo in fiamme – Scuola, obbedienza e infanzia nel tempo della guerra”, un viaggio che ha attraversato Piana Crixia, Altare, Cairo Montenotte, Carcare e Dego.
Per l’Associazione Vivi Piana Crixia è stata un’esperienza intensa e ricca di soddisfazioni. Abbiamo avuto il privilegio di incontrare tante persone, ascoltare riflessioni, condividere emozioni e costruire nuove relazioni con amministrazioni, associazioni, biblioteche e cittadini che hanno accolto questo progetto con interesse e sensibilità.
Il riscontro ricevuto ci conferma quanto sia ancora importante creare occasioni di incontro attraverso la cultura, la memoria e il dialogo. È questo lo spirito con cui è nata questa installazione e con cui continueremo a proporre iniziative capaci di far riflettere e di mettere in relazione le persone.
L’esperienza non finisce qui: la mostra-installazione è disponibile per essere ospitata anche in altri comuni, scuole, biblioteche, associazioni o spazi culturali interessati a proporla sul proprio territorio.
Un grazie sincero a tutte le amministrazioni che hanno creduto nel progetto, ai volontari, ai collaboratori, ai relatori: Bruno Lagorio, Prof.ssa Rosanna Lavagna, Alessandro Marenco, Prof. Giordano Siccardi. A chi ha aperto le porte delle proprie sedi e, soprattutto, a tutte le persone che hanno partecipato, visitato la mostra e condiviso con noi un pezzo di questo cammino.
La cultura cresce quando viene condivisa. Grazie a tutti per aver percorso con noi questo tratto di strada.

Per gentile concessione di Ferrania Film Museum
Un sentito ringraziamento alle persone che hanno collaborato a questo progetto.
Marinella Aicardi, Anastasia Aliberti, Stefano Baldini, Alessandro Bechis, Maria Grazia Billia, Andrea Biscosi, Roberto Briano, Monica Chiarlone, Marino Facello, Adriana Frumento, Bruno Lagorio, Paolo Lambertini, Rosanna Lavagna, Fulvio Michelotti, Graziano Marchi, Alessandro Marenco, Sandra Marino, Riccardo Massino, Rodolfo Mirri, Sandro Mora, Stefano Pera, Mauro Righello, Giordano Siccardi, Franco Siri, Rita Sormano, Massimo Tappa, Bruno Tessarollo, Chiara Valenti.
